By / 6th marzo, 2017 / News / Off

Nel cuore vivo della Toscana, in cui tradizione e attualità si fondono in un unico, magico paesaggio, vi è una modalità di spostarsi particolarmente efficace per assaporare fino in fondo l’incanto di quei luoghi. Disegnati a pennello sui moderni “cavalli d’acciaio”, i moto tour che si snodano lungo le colline senesi consentono di praticare un turismo itinerante che aggiunge alla scoperta del territorio la brezza rinfrescante dell’avventura.

Seguendo il percorso delle “Strade bianche dell’Eroica” – la leggendaria manifestazione cicloturistica nata per recuperare l’autenticità del ciclismo di un tempo – si ha l’occasione di guidare su fondi stradali diversi, dall’asfalto allo sterrato di ghiaia bianca, in una continua alternanza tra opera dell’uomo e genuinità della natura che si ritrova, altrettanto vivida, nel paesaggio circostante:  dal verde intenso attorno a Montalcino agli scorci medievali di borghi come Torrenieri, Bellaria, Castelmuzio, Montisi e Buonconvento, dai vigneti a perdita d’occhio della fascia del Chianti alle fenomenali vette estetiche di una città d’arte come Siena.

Per chi poi volesse percorrere in moto la magnifica Via Francigena, che unisce Canterbury a Roma e che già nell’alto medioevo risultava una delle principali direttive del pellegrinaggio cristiano, l’Hotel More di Cuna costituisce un punto d’appoggio ideale, in quanto collocato in posizione centrale rispetto ai 450 km del cosiddetto “tratto toscano”. Con tre siti nominati Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO (Siena, San Gimignano e Montalcino), un centro cittadino inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia (Buonconvento) e tre paesi Bandiere arancioni del Touring Club Italiano (Certaldo, Monteriggioni e Radicofani), l’esito non potrà che essere uno solo: lo straordinario connubio tra un tracciato vivace e sinuoso e uno spettacolo storico – architettonico mozzafiato.

Altro percorso che dà il meglio di sé quando viene affrontato in moto, all’interno di questo angolo di Toscana mai stanco di incantare i propri visitatori, è senza dubbio quello che si riallaccia alla Via Cassia, una delle linee di comunicazione più importanti del nucleo peninsulare dell’Impero romano. A cantare la bellezza di questa terra una sinfonia di ulivi e vitigni che corrono lungo dolci declivi contornati di castelli, come quello di Bibbione affacciato sulla Val di Pesa, quello di Tignano con le sue alte mura cotte dal sole, o quello di Staggia, in cui la solidità dei bastioni e l’eleganza della torre merlata sono unite in danza da quasi dieci secoli. Guidando verso sud, la collana di piccole, grandi gemme architettoniche, storiche e naturalistiche continua a sfilare sontuosa, fino al degno coronamento di questo moto tuor: la lussureggiante cipressaia di San Quirico d’Orcia, la poesia delicata delle colline della Val d’Orcia e il massiccio di oltre 1700 metri di altezza del Monte Amiata che accoglie nel suo poderoso abbraccio una vera costellazione di borghi medievali e cittadine fortificate.